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Badia Calavena

Provincia di Verona - Regione del Veneto


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Conni storici su Badia Calavena

Storia

 

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Le prime testimonianze della presenza dell'uomo nel territorio di Badia Calavena risalgono alla preistoria. Sono state ritrovate, infatti, tracce di insediamenti e reperti dell'Età del Bronzo e del Ferro.

Il primo vero documento sulla storia di Badia è, però, una pietra con un'iscrizione del 1040, attualmente esposta nel cortile della Tomba di Giulietta a Verona, la quale attesta la costruzione di un castello, da parte del Vescovo di Verona Walterio da Ulma (1037 – 1055), sul Monte di San Pietro, collina sovrastante l'attuale centro abitato.

Questo complesso edilizio, costituito dal castello vero e proprio e dalla Chiesetta annessa di San Pietro Apostolo, divenne dimora di monaci tedeschi dell'Ordine di San Benedetto, trasformandosi nel piccolo monastero così menzionato in un documento di regole di affitto del 1133 e in una Bolla Papale di Eugenio III° del 1145, dove si cita chiaramente il “Monasterium Sancti Petri de Calavena”.

L'Abbazia fu detta “della Calavena” perché sorta nel pezzo di vallata detto “Calavena”. Il nome del paese sottostante (attuale capoluogo) deriva da questa “Badia della Calavena".

Iniziò così a stabilirsi una piccola ma fiorente comunità di frati che arricchendosi di donazioni e proprietà aumentò di importanza tanto che il 10 Giugno 1185 fu visitata dal Papa Lucio III°, a quel tempo ospite a Verona, che in quell’occasione consacrò la Chiesa. Il Papa, dopo la sua visita, emanò una Bolla (dicembre 1184) in favore del Monastero che ne fece uno dei più ricchi e potenti della regione.

Tra il XIV e il XV secolo il Monastero di Calavena conobbe un periodo di decadenza, nel 1381 di questo complesso non restava che la Chiesa di San Pietro sul punto più elevato del colle. Del castello invece, a causa delle intemperie naturali (terremoto del 1197) e dell’incuria e abbandono degli uomini, non c’era che l’area del castello, chiamato il “Pian del Monte San Piero”. Il castello non fu più ricostruito.

Nel frattempo a partire dalla fine del XIII° secolo in tutta l'area vi fu un considerevole e costante insediamento da parte di comunità tedesche di origine bavaro – tirolese, i cosiddetti “Cimbri”, famiglie di boscaioli che porteranno alla formazione di numerose contrade in tutta la Lessinia centro – orientale e nel territorio di Badia. Infatti nell'elenco dei comuni teutonici della “Montagna del carbon” (i 13 comuni cimbri veronesi) del 1396 compare anche “Sprea con Progno”, antico nome dell'attuale comune.

La convivenza tra monaci e le nuove comunità locali non fu sempre serena a causa delle continue liti per i possedimenti delle terre e la paga delle decime, citate in diversi documenti dell'epoca: un atto del 10 gennaio 1333 cita una lite tra il Monastero e gli abitanti di Badia per pascoli e terreni. Altre liti vi furono nel XVI secolo, quando i badioti cercarono di sfruttare la decadenza dell'Abbazia.

Nel 1424 venne nominato Abate il veronese Maffeo Maffei, il quale seppe restituire splendore all’Abbazia.

A lui, infatti, si deve la decisione di abbandonare l’antico e cadente edificio di San Pietro per iniziare la costruzione della nuova Abbazia Benedettina, presso la Chiesa Parrocchiale situata alle pendici del colle, attuale Piazza Mercato, ampliandola e dotandola di pregevole chiostro, ancora oggi emblema del paese.

Da quegli anni però per il Monastero inizia un lento ma costante declino che lo porterà a perdere la propria autonomia nel 1529, quando venne concessa alla congregazione di Santa Giustina Da Padova, che possedeva anche il Monastero di San Nazaro e Celso di Verona.

Mappa del territorio comunale

Il territorio comunale in un'antica mappa.

 

Sarà definitivamente soppresso nel 1810 con decreto napoleonico e successivamente verrà trasformato in parrocchia.

È del XV secolo la nascita dell'abitato vero e proprio di Badia, che si sviluppò parallelamente alla decadenza della vecchia Abbazia, infatti contestualmente alla decadenza dell'Abbazia prende maggior vigore il Comune di Badia Calavena che durante tutto il '600 e il '700 amplia il proprio territorio e vede crescere i propri confini. Precedentemente le case erano nel perimetro del Monastero che comprendeva la parte alta del paese.

Nel 1630 anche Badia fu duramente colpita dalla peste manzoniana che decimò la popolazione locale, evento tuttora ricordato nella frazione di Sprea in una cerimonia dedicata a San Rocco.

Sotto il dominio napoleonico nel 1797 Badia divenne capoluogo del Distretto della Montagna.

Nel 1815 vengono istituite le prime scuole elementari (con tre anni obbligatori).

Con l'Unità d'Italia, Badia venne a far parte del Distretto di Tregnago.

La fine dell'800 fu segnata da un disastroso terremoto, con epicentro proprio a Badia, il quale fece crollare e lesionò numerose abitazioni del comune.

Durante la metà del XX° secolo si ebbe un notevole decremento della popolazione per il fenomeno migratorio fortemente sentito in tutte le contrade (nel 1971 si contavano 1.891 abitanti). Dagli anni '80 ad oggi vi è una lenta ma progressiva ripresa della crescita demografica (nel 2001, 2.373 residenti; nel 2008, 2.645) e del recupero delle case delle contrade. Il paese è tornato ad essere un importante centro della collina veronese.

 

Abazia di Badia Calavena 

 

Data aggiornamento scheda

24/07/2017
Comune di Badia Calavena, Piazza Mercato 1, 37030 Badia Calavena - Verona - Tel: 0457810503 - 0457810685 Fax: 0457810266
Partita Iva: 01681800239 - C.fisc. 83002470231
E-mail: protocollo@comune.badiacalavena.vr.it PEC: comune.badiacalavena@pec.it